40° dalla morte

Mons. Cognata, quarant’anni dopo.

 “Figliuola mia dilettissima nel Cuore SS., affido a te la Croce, che portai per sei anni, e su la quale fu modello la vostra: abbiatela quale supremo dono e ricordo di un padre, a cui il Maestro divino concesse di amarvi molto e di soffrire molto per il vostro bene” 1.

    E’ con queste toccanti parole di Mons. Giuseppe Cognata, che domenica 22 Luglio 2012, presso la Casa Generalizia delle SOSC, il salesiano don Manuel Garcìa, ha voluto racchiudere tutto l’amore

del Padre per le sue figlie, e allo stesso tempo il ringraziamento a Dio delle Oblate, dei laici Alos e degli estimatori, per il 40° anniversario della nascita al Cielo del grande Padre, amico e martire del silenzio.

Amore e gratitudine, sono stati i veri sentimenti che hanno invaso il cuore di tutti i presenti, nella Santa Messa concelebrata da quattro sacerdoti e un diacono della Diocesi di Tivoli, mentre si ripercorreva in modo veramente sublime e peculiare, la vita dell’antico Vescovo di Bova, commentandone non senza stupore e commozione, le sue vicende umane profondamente intrise di Cristo, quasi come se le si stessero vivendo in quel momento.

    Nell’omelia è stato detto che la bontà di un albero si vede dai frutti, e l’Oblazione, figlia delle nutrienti e vitali sostanze derivanti dall’umano annientamento del fondatore, ne è l’esempio più fulgido e straordinario: pensiamo alle numerosissime vocazioni, non solo Oblate, da lui ispirate, per arrivare alle missioni in America latina e Perù, fino alle vocazioni laicali degli Alos.

    Quarant’anni senza il Padre, non hanno permesso alla famiglia Salesiana Oblata di perdersi, anzi: fresca dei suoi insegnamenti, del suo amore verso la Croce, nell’ardente desiderio di vederlo scagionato da ogni falsa accusa, le hanno permesso di pregare incessantemente per questa finalità, quindi di fortificarsi, e di continuare con nuovo slancio, l’arduo compito della “riforma spirituale”2 personale, e dell’operoso apostolato missionario, fatto solo per amore del Signore.

    Chi, per Grazia e per Volontà Divina, si è accostato o è stato chiamato ad aderire al carisma dell’Oblazione, ha provato su di se la capacità carismatica del Fondatore, di farlo entrare così profondamente nel mistero dell’Oblazione redentrice: “Se noi poniamo la nostra forza, la nostra capacità, il rimedio alle nostre insufficienze umane in Gesù, partecipiamo alla Sua potenza divina: è questa la realtà delle anime che credono al Signore , quelle che seguono il Signore” 3.

    E questo porre tutto se stessi ed ogni preoccupazione in Gesù, è il metodo che il Padre ci ha lasciato, per essere felici e raggiungere la vera meta della vita, ossia la vita eterna.

Nel mondo d’oggi, si avverte palese lo scontro tra il messaggio di Cristo vissuto nell’Oblazione, e il fluire della peccaminosità del nostro tempo. Don Garcìa lo ha ripetuto molte volte, e con esso, il monito a rimanere fedeli alle regole che il Fondatore ci ha dato, sostenuti della consapevolezza che esse derivano dalla sua esperienza diretta con quella parte dell’animo umano, più incline alla tentazione e alla perdizione dell’anima.

    A tal proposito, è bello riportare come il celebrante sia riuscito a far comprendere il nesso tra la persona che accetta e ricerca costantemente la volontà di Dio, e la bellezza del suo sguardo, dei suoi occhi e di tutto il suo essere. Grazie alle testimonianze delle Suore che lo hanno conosciuto, sappiamo che Mons. Cognata esprimeva senz’altro questa bellezza e questa bontà non comuni, riuscendo ad infondere in chi lo incontrava, il desiderio di ritorno ad una Fede che salva, e che libera dalle catene del peccato e quindi della desolazione.

    L’ultimo regalo della stupenda giornata, ci è stato fatto dal novello Coro Polifonico intitolato proprio al Fondatore dell’Oblazione, formato dai genitori dei bambini dell’asilo San Giorgio, i quali, attratti e sospinti dal suo esempio, con grandi sacrifici e immensa gioia, sotto l’esperita guida del Maestro Damiano Flecca, hanno arrangiato e musicato splendidamente le antiche e tradizionali canzoni delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore, esponendole in un oratorio articolato in quattro momenti, facendo toccare a tutti i presenti, momenti di altissima commozione.  

    Parafrasando la Madre Carmelina Mosca, ciascuno di noi è chiamato a pregare e ad offrire qualche piccola rinuncia, affinché la trasparenza di Mons. Cognata venga riconosciuta ed ufficializzata. 

    Ringraziamo il Signore per averci donato un così grande fondatore!

 

Paolo Cola