Dalla biografia di N.Triolo

 Tratto da "Una vita per vincere. Biografia di Nicasio Triolo"

Di Gaetano Minuta

 

Il salesiano che guidava Nicasio era Mons. Giuseppe Cognata, siciliano pure lui.

Avevano stretto amicizia quando Nicasio studiava a Roma e lui non era ancora Vescovo. Mons. Cognata aveva una storia segnata da ostacoli. Nato ad Agriento da una famiglia che ostacolò la sua vocazione, aveva offerto se ste stesso affinchè il padre, venerabile della loggia massonica, si convertisse.

La vita del salesiano non fu facile. Diventato Vescovo di Bova, una Diocesi della Calabria particolarmente povera, aveva impostato la sua pastorale come servizio per ridare dignità umana a quelle popolazioni. Per essere coadiuvato nella sua missione, fondò l’Istituto delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore, che avevano come scopo la missione nella chiesa locale. Ma calunnie ed accuse gli attirano la proibizione di occuparsi della Congregazione da lui fondata e la condanna di sospensione dall’episcopato. A Rovereto, vicino Trento, Nicasio andò per incontrarlo, e rimase affascinato e profondamente toccato dalla forza con la quale quell’uomo continuava ad esortarlo a fare la volontà di Dio, a non lasciarsi mai impressionare dall’ asprezza del “Calvario”, a non cedere. Quando Giovanni XXIII gli ridarà gli onori degli altari, Nicasio confidava ad un amico che in mons. Cognata la vera vittoria non erano gli onori che ora gli venivano restituiti quanto l’amore eroico avuto verso chi gli aveva fatto del male. La vicenda gli aveva confermato che soltanto l’amore canta la vera vittoria.